Tra i motivi per cui sempre più imprenditori italiani guardano alla Georgia c’è la semplicità con cui si può aprire un’attività: nessun capitale minimo richiesto, proprietà straniera al 100% senza bisogno di un socio locale, e tempi di registrazione che si misurano in giorni, non in mesi. Non significa che non ci sia nulla da valutare con attenzione, ma il punto di partenza è decisamente più leggero rispetto a molte giurisdizioni europee.
I cinque passaggi principali sono questi: 1) scegliere la forma giuridica più adatta (società a responsabilità limitata o status di imprenditore individuale); 2) verificare che il nome scelto sia disponibile; 3) preparare i documenti richiesti — passaporto, statuto societario, indirizzo legale (va bene anche un ufficio virtuale se non si ha ancora una sede fisica); 4) presentare la domanda alla National Agency of Public Registry (NAPR), anche da remoto tramite procura, oppure di persona in uno dei Public Service Hall; 5) ottenere il codice fiscale (TIN) presso il Servizio delle Entrate georgiano e valutare se registrarsi anche ai fini IVA.
Quale struttura conviene scegliere? La società a responsabilità limitata (equivalente della nostra Srl) è la forma più diffusa, sia tra investitori locali sia stranieri: è flessibile e richiede una gestione amministrativa contenuta. Per chi lavora come consulente o libero professionista, invece, lo status di imprenditore individuale è spesso la scelta più conveniente dal punto di vista fiscale: chi rientra nei requisiti dello “status di piccola impresa” paga infatti un’imposta sul fatturato ridotta all’1%, fino a un tetto annuo di 500.000 GEL.
Anche sul fronte delle società, il sistema fiscale georgiano ha un vantaggio che in Europa non è scontato: segue il cosiddetto “modello estone”, per cui l’imposta sul reddito d’impresa (15%) si paga solo sugli utili effettivamente distribuiti. Finché i profitti restano reinvestiti nell’azienda, non sono tassati. È un meccanismo che premia chi punta sulla crescita nel medio periodo, più che sull’estrazione immediata di liquidità.
Detto questo, un paio di avvertenze pratiche: i tempi “ufficiali” di registrazione (spesso un solo giorno lavorativo) non includono l’apertura del conto corrente bancario, che può richiedere qualche settimana in più e verifiche aggiuntive per i fondatori non residenti — le politiche cambiano da banca a banca, quindi conviene informarsi caso per caso. Anche le soglie e i regimi fiscali agevolati vengono aggiornati periodicamente dal Servizio delle Entrate, quindi vale la pena verificarli prima di impostare il piano finanziario definitivo.
Per chi vuole affrontare questi passaggi con supporto diretto — dalla scelta della struttura societaria alla parte fiscale — ITAGEO segue da vicino, tramite il proprio ufficio legale, l’apertura di attività in Georgia da parte di imprenditori italiani: scopri i servizi di ITAGEO. Per la fonte ufficiale su registrazione societaria, il riferimento è la National Agency of Public Registry: napr.gov.ge; per gli aspetti fiscali, il Servizio delle Entrate della Georgia: rs.ge.



